Che Spreco! Togliamo il cibo dalla spazzatura

Fondazione Bruno Kessler Ricerca e innovazione per la scuola

Responsabile del progetto: Claudia Dolci

Relatori: Adolfo Villafiorita e Claudio Ferlan

Finalmente un progetto interessante dove non si parla solamente di un problema globale, ma dove si cercano soluzioni intelligenti per farvi fronte.

Lo spreco alimentare, tema tanto discusso quanto ignorato, un argomento che a volte si preferisce non affrontare per non dover fare i conti con la realtà; una realtà che conferma quanto l’eccesso di pochi sia la fame di molti. I dati parlano chiaro: nel mondo non c’è equilibrio fra la necessità primaria di alimentarsi e la possibilità di soddisfarla.

Se è vero che la storia ci aiuta a conoscere i fatti, a ragionare sui problemi per cercare di risolverli al meglio, oggi possiamo affermare che nel passato, come nel presente, il cibo, oltre che un elemento di condivisione, da sempre rappresenta uno status symbol per l’essere umano. Presente in abbondanza nei fastosi banchetti medievali, ricercato e raffinato in epoche moderne, ha sempre avuto un ruolo importante nella storia dell’uomo.

Ma ci siamo mai interrogati davvero quanto la produzione e lo spreco di cibo influiscono nella vita di tutti i giorni? Quante persone percepiscono il cibo come dono della natura per cui è doveroso ringraziare mentre lo si riceve?

L’uso e l’abuso inappropriato di questo bene prezioso ha creato e crea disuguaglianze, ha segnato in modo drammatico la storia di molti, in tempi in cui la reperibilità dei mezzi di sussistenza era un’incognita. Oggi abbiamo cibo in abbondanza, il problema invece è far sì che tutti possano accedervi in modo dignitoso ed equo. L’ idea che la produzione di alimenti sia proprietà privata di ogni singolo individuo, il quale può decidere anche di farne cattivo uso, va sostituita da atteggiamenti responsabili a vantaggio della comunità.

Ognuno, nel proprio quotidiano, può trovare delle soluzioni vincenti per ridurre gli sprechi alimentari attraverso comportamenti virtuosi come l’utilizzo di materie prime al puro consumo giornaliero e la condivisione di cibo con le raccolte presso banchi alimentari.

Attraverso le parole di Marco Lucchini, fondatore del banco alimentare, capiamo quanto si può fare per arginare il problema dello spreco e al contempo destinare le risorse a chi ne è privo. La tecnologia ha semplificato questa mission, che grazie alla creazione dell’App “BRING THE FOOD” ha permesso la raccolta di 2.600 tonnellate di alimenti equivalenti a 5.2 milioni di pasti, che altrimenti sarebbero finiti nel bidone della spazzatura, mentre giornalmente circa 5 milioni di italiani non riescono a consumare pasti adeguati.

Gli stimoli ricevuti durante questo primo incontro sono il punto di partenza per creare nuove idee, generare consapevolezza e trovare alternative intelligenti all’utilizzo delle risorse e al contempo ridurre l’impatto ambientale.

Guardare indietro ci può aiutare a capire gli errori da non ripeter in futuro.

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